7 Aprile 2015
Opere di Architettura
River Terminal and Visitor Centre Linzhi,
Tibet, Cina, 2007-2009
Standardarchitecture
Costruire con il paesaggio
Le tre opere costruite nella regione del Linzhi appartengono a un ambiente in bilico tra la fissità del paesaggio dell’Himalaya e il movimento di quello fluviale. Lo studio cinese ha saputo tuttavia leggere in modo vario questo rapporto, inserendo delle architetture che instaurano un dialogo diverso con la natura e il paesaggio. Si tratta dunque di un approccio flessibile alle condizioni fisiche, ma allo stesso tempo riconoscibile, che cerca un equilibrio tra la natura e l’architettura.
La prima opera è l’imbarcadero sullo Yaluntzangpu situato vicino al piccolo villaggio di Pai Town, lungo il cammino che porta nel cuore della valle alle falde del monte Namchabawa. All’interno dell’edificio si trovano una sala d’aspetto, una biglietteria, i servizi e una sala di accoglienza per i viaggiatori. Il semplice volume a L avvolge una serie di pioppi, e viene definito dai percorsi e terrazze che seguono le curve di livello.
Questi accompagnano i visitatori dalla riva del fiume fino alla copertura, vero e proprio belvedere sul paesaggio.
Alcune immagini delle fasi di costruzione
Il dialogo con il luogo viene dunque ricercato percorrendo differenti strade: da un lato mettendo in relazione la geometria dell’architettura con quella del paesaggio; dall’altro attraverso la scelta dei materiali e delle tecniche costruttive. La geometria netta dell’edificio è infatti attenuata dall’impiego di un mix di pietre locali con cui sono realizzati i muri, secondo la tradizione costruttiva tibetana.
La seconda, il Centro visitatori di Namchabawa sorge vicino al precedente progetto e completa con l’approdo di Yaluntzangpu, il percorso turistico lungo il fiume. Tuttavia l’edificio svolge anche l’importante ruolo di centro civico. Per questa sua duplice funzione l’organismo architettonico è piuttosto articolato: per le attività turistiche sono a disposizione una reception, una sala informazioni, un magazzino, un deposito bagagli, gli uffici per le guide turistiche e gli autisti, e i servizi. Per la comunità di Pai Town è invece a disposizione una sala di incontro, un internet bar, una cisterna d’acqua e una centrale elettrica. Per gestire la complessità funzionale richiesta, l’edificio è stato impostato su un sistema di muri in pietra locale che lo suddividono in fasce longitudinali dove sono distribuiti gli spazi serventi e gli spazi serviti. La loro centralità viene sottolineata dalla frattura visiva tra la copertura in cemento, dalle cui aperture passa la luce, e la pietra lasciata a vista anche all’interno degli spazi maggiori.
Veduta del complesso dall’ingresso
Il terzo intervento, anch’esso un Centro di accoglienza turistica, è situato presso il villaggio di Daze, lungo il cammino di Mirui, un itinerario che segue i meandri del fiume Niyang.
L’edificio segue le condizioni fisiche del sito, in modo da stabilire relazioni con l’intorno, superando la separazione tra il fiume e le montagne, dovuta alla presenza della strada. Definite cosí le sue linee esterne, per realizzare lo spazio pubblico interno si è ricorsi al principio di sottrazione. La “corte” centrale collega le quattro aperture disposte secondo le esigenze di orientamento. All’interno della massa lasciata dallo scavo, sono accolte le varie funzioni, quali la biglietteria, il guardaroba per i visitatori che vogliono fare rafting e i servizi. La pianta dell’edificio, che sembra casuale segue invece le esigenze funzionali, i percorsi e la conformazione del sito. Il carattere geometrico ma irregolare del volume stesso vuole cercare un dialogo con il paesaggio roccioso circostante.
Veduta degli ampi spazi interni, destinati ai visitatori, del Namchabawa Visitor Centre
La costruzione impiega e sviluppa tecniche costruttive tradizionali tibetane, come le murature portanti in pietra di 60 cm di spessore. La copertura è ottenuta con due orditure di travi di diversa dimensione e uno strato di 15 cm di argilla Aga copre la membrana impermeabile.
Nelle superfici murarie all’interno della “corte”, in un primo tempo erano stati applicati colori vivaci, legati a particolari cromie della cultura visiva tibetana.
Successivamente è stato preferito il bianco, applicato direttamente sulla pietra. In questo modo non solo si è richiamato il colore tipico della spiritualità tibetana, come nel Potala Palace, ma si è evitato che i colori molto intensi entrassero in conflitto con le viste, distraendo il visitatore.
Veduta di un accesso alla corte interna del Niyang River Visitor Centre
Scheda tecnica
Titolo dell’opera: Namchabawa Visitor Centre
Indirizzo: Pai Town, Linzhi, Tibet, China
Data di progettazione: 2007
Data di realizzazione: 2008
Committente: Tibet Tourism Ltd.
Architetti: standardarchitecture
Project team: Zhang Ke, Zhang Hong, Hou Zhenghua, Claudia, Taborda, Maria Pais de Sousa, Gai Xudong, Sun Wei, Yang Xinrong, Wang Feng, Liu Xinjie, Sun Qinfeng, Huang Di, Chen Ling
Collaboratori: China Academy of Building Research, Tibet Youdao Architecture Associates
Direzione lavori: Tibet Yicheng Construction Ltd.
Strutture: Cheng Dafeng
Impresa di costruzione: Wang Wenqiang
Materiale lapideo utilizzato: Granito Locale
Fornitura e installazione della pietra: Impresa locale
Per una documentazione completa dell’opera Download PDF
Rieditazione tratta da Glocal Stone, a cura di Vincenzo Pavan pubblicato da Marmomacc